BIBLIOTECA DI PINOCCHIO

PINOCCHIO CHILDREN’S LIBRARY COMPETITION – 2018

The project depends on the reading of the context and on the requests of the competition brief. From the context emerges: a luxuriant landscape delimited by verdant ridges among which rises the village of Collodi engraved by the Pescia stream; the small size of its building that also characterizes the downstream expansion; a retaining wall and a slight slope that define the banks of the stream; the former paper factory, an artefact that for its dimensions emerges from the surrounding landscape.

The competition brief, on the other hand, consists of a complex functional program that requires the construction of about 9000 square meters. Their placement on the surface, despite the reuse of the former paper factory, would have resulted in a large artefact, out of scale with respect to the context.

That’s the reason why the first project choice was to situate the required spaces under the urban quota, in the thickness of the ground that characterizes the entire area. An impact zero strategy, which does not alter the quality of the landscape and allows to create, at the urban scale, a park, inside which the former paper factory remains the only emerging element, from which it accesses the submerged spaces that are discovered and experienced as you enter it.

This submerged world emerges and relates to the landscape through fragments of architecture that, both with the small volumes and terraces on the side of the stream or in the excavated patios along the park, assume the same scale as the surrounding buildings, and establish an harmonious relationship with them. The new architecture does not hide at all, but renounces being a display of itself, manifesting in a measured and silent way, dialoguing and enhancing the existing historical and natural context.

This strategy confirms the role of the former paper factory and the stream as ordering elements, assuming their directionality to build the orthogonal grid that structures the project.

The dimension of each space depends on this grid: the distributive ones, the ones used for the different functions and the patios and the volumes facing the torrent. Both the latters relate the above and the below, internal and external, revealing the existence of the submerged world that manifests itself to the urban level through their reduced scale, able, as previously remarked, to dialogue and not overwhelm the surrounding building.

         

         

PROGETTO: G. Forte, A. Pilati, A. Sciolari, G. Spirito

COLLABORATORI: Alessandro Sciolari

padiglione m anzio

REALIZZAZIONE DI UN DEHORS PRESSO UN GIARDINO PRIVATO AD ANZIO DA ADIBIRSI AD ESPOSIZIONI E RICEVIMENTI – PROGETTO REALIZZATO

copertina

Il dehors è stato pensato, progettato e realizzato per essere collocato a ridosso del muro di cinta di un lussureggiante giardino privato situato nella parte vecchia di Anzio.

E’ stato immaginato come una vera e propria scultura che trae origine e forma dalla stilizzazione di due alberi ramificati che intrecciando i loro rami e piegandosi alla fine del tronco, danno origine allo spazio abitato.

Al di sotto di questa chioma artificiale è possibile svolgere una serie di attività: godere della vista sullo splendido giardino comodamente seduti in un soggiorno privato ed ombreggiato, pranzare all’aperto, ma anche organizzare piccoli eventi ed incontri.

La struttura in legno, realizzata in morali di iroko 7×15 cm, è stata integralmente realizzata fuori opera su disegno e successivamente riassemblata sul posto. Lo strato di copertura è in pannelli di policabonato alveolare da 16 mm.

00   01   04   03

17122009159   17122009161   14012010190   14012010208

21012010088   21012010095   21012010091   21012010093

PROGETTO: Giulio Forte, Andrea Sciolari

SUPERFICIE: 35 mq

CASA AL QUARTIERE PINCIANO

RISTRUTTURAZIONE DI UN APPARTAMENTO NEL QUARTIERE PINCIANO, ROMA – PROGETTO REALIZZATO

L’abitazione è situata all’ultimo piano di un edificio in stile liberty realizzato nel 1927 al quartiere Pinciano di Roma.

Caratterizzano l’appartamento un’altezza degli ambienti di oltre quattro metri su cui il progetto ha lavorato realizzando porzioni di soppalchi smontabili nella zona notte e servizi, e lasciando invece ampio respiro a tutta la parte di rappresentanza dove sono stati restaurati i soffitti a volta con una delicata operazione di modifica e reintegrazione per adattarli al nuovo assetto distributivo.

Sono state recuperate tutte le finiture originarie che l’ appartamento aveva conservato (infissi, serramenti, cornici, battiscopa, parquet inchiodati su tavolato etc.) realizzando invece gli interventi di progetto  in chiave figurativa contemporanea come le nuove aperture murarie che hanno sempre la cerchiatura metallica degli imbotti. Librerie, tavoli da centro e altri arredi sono stati disegnati appositamente.

Completamente nuovo l’assetto distributivo che ribalta quello precedente per collegare il piccolo terrazzo semicircolare alla zona giorno e per creare una flessibilità d’ uso di alcuni spazi più consona alle esigenze di vita familiare; ad esempio una parete scorrevole consente nelle diverse ore della giornata di collegare lo studio al salotto o alla camera padronale, creando pertanto la possibilità di ottenere una piccola “suite” costituita dalla camera dal letto, spogliatoio, bagno.

        

          

       

PROGETTO: Andrea Sciolari

DIREZIONE LAVORI: Andrea Sciolari

CONSOLIDAMENTO STRUTTURE: Ing. Marco Fiabane

SUPERFICIE: 180mq

GCAC CAGLIARI

CONCORSO DI PROGETTAZIONE PER L’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA COMUNALE D’ARTE CON RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA PERTINENTE

Il tema dell’ampliamento deve, necessariamente, sollecitare un proficuo rapporto con la preesistenza, evocativa presenza materiale, agevolandone la rilettura, utilizzando materiali moderni e assumendo come punti di riferimento i vincoli storici, testimoniali e simbolici connessi con le scelte figurative ed espressive.
Un intervento di nuova progettazione in aderenza ad una preesistenza monumentale si pone anche come percorso di conoscenza materiale e strutturale dell’oggetto architettonico nelle sue relazioni con il luogo.

L’edificio neoclassico del museo si presenta come un segno ben individuato, disposto a piè della rocca di Castello (con un legame ideale presentato dall’evento naturale della parete rocciosa), perfettamente collegato al parco e delineato chiaramente come luogo di attività culturali oltre che come presenza storica e figurativa. Da questa immagine di reciproca autonomia è nata l’idea di innestare il nuovo blocco in asse con l’ala laterale dell’edificio esistente, introducendo un segno architettonico capace di dare continuità al sistema di bordo del costone roccioso e di connettere la nuova architettura con il sistema del verde dei Giardini.

Dai Giardini il “nuovo” non è immediatamente visibile: si svela gradualmente, diverso per forma e materia dall’esistente, nello stretto spazio tra le rocce a strapiombo e lo spigolo della facciata antica. Il nuovo ampliamento è un rettangolo di circa 19 mt x 34 mt di lato, si sviluppa su due livelli sovrapposti ed è composto da due distinti volumi: un basamento che prende tutto il piano terra e metà del primo su cui è incastrato il volume stereometrico della grande sala delle esposizioni temporanee.
I due corpi sono diversi per colore, per altezza e per finitura delle materie che ne definiscono la superficie esterna Tutti gli affacci esterni dell’edificio sono aperti verso la parete rocciosa. Al piano terra: sia la sala delle sculture che la biblioteca hanno ampie aperture in affaccio sullo spazio verde
Come in tutti gli spazi espositivi contemporanei, l’illuminazione naturale è oggetto di continue riflessioni: la Sala ha quattro grandi, traslucidi lucernari di forma circolare captanti la luce proveniente da nord. L’aspetto antropologico di questa forma espressiva ha chiari riferimenti alle presenze architettoniche antiche della Sardegna e ai segni delle delicate filigrane metalliche.

         

PROGETTO: E. Avallone, F. Galdo, G. Forte, A. Sciolari

CONSULENTE PER GLI ASPETTI IMPIANTISTICI E STRUTTURALI: M. Musmeci

COLLABORATORI: B. Chiappini, F.P. Quaranta

casa al quartiere trieste

RISTRUTTURAZIONE DI UN APPARTAMENTO NEL QUARTIERE TRIESTE, ROMA – PROGETTO REALIZZATO

             

          

 

 

CASA IN LEGNO

CONCORSO DI PROGETTAZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI UNA CASA RESIDENZIALE IN LEGNO

Il progetto opera una rivisitazione della tipologia “a patio” ponendosi come obiettivo una casa estensibile nel tempo per successive aggiunte all’interno di un involucro esterno fisso. Per quanto attiene al controllo degli aspetti tipologici, la casa si caratterizza per la ricerca di un equilibrio tra una forma compatta in inverno (in base al più vantaggioso rapporto tra superficie e volume rispetto alle dispersioni termiche) e aperta in estate (in base alla possibilità di favorire la ventilazione naturale), con spazi ad assetto variabile, aperto-chiuso, tra inverno ed estate (logge, patii, spazi filtro, serra). Una casa compatta, ma “porosa.”

Il sistema del recinto e dei giardini diventa il limite della vita familiare ampliando il confine fisico della casa “allargato” allo spazio esterno. il recinto è cieco nei punti in cui la casa coincide con il suo perimetro ed è invece apribile, con dei portelloni di legno scorrevoli su un sistema a binario, in corrispondenza dei patii, al fine di creare una gerarchia visiva e qualitativa tra i diversi spazi del giardino e tra la casa e l’esterno. I pannelli lignei configurano così un grado variabile di apertura dell’involucro verso l’ambiente circostante, permettendo alla casa di adeguarsi alle diverse condizioni del luogo specifico in cui verrà realizzata.

Il progetto propone un sistema ad alta duttilità: i proprietari possono allargare l’abitazione dagli iniziali 125 mq fino a 200 mq., rimanendo entro i limiti dell’involucro esterno definito dal recinto, che resta uguale per tutte le taglie. Dall’unità base più piccola denominata “SMALL” (di 125 mq. circa) si passa alle taglie “MEDIUM” (145/160mq.), “LARGE” (175 mq.) , “X LARGE” (200 mq)” venendo così a definire un’ampia gamma di metrature con alloggi variabili al crescere del numero di utenti (da 2/4 a 8 persone) tramite l’aggiunta di moduli “notte” o modificabili per lo stesso numero di utenti, in ragione di una maggiore diversificazione delle attività, implementando il numero di nuovi moduli “ giorno”.

Nei grafici di progetto si è voluta illustrare la soluzione in cui all’unità base vengono aggiunti nuovi nuclei “notte” per evidenziare la realizzabilità della condizione più frequente nelle mutevoli esigenze di spazio di una famiglia in crescita, ma secondo lo stesso schema aggregativo si potrà collocare nei nuovi nuclei una zona soggiorno alternativa a quella principale, una nuova zona pranzo, una stanza giochi e studio per i bambini, uno spazio lavoro per il working at home…

I moduli aggiuntivi sono di due tipi: il primo è composto da una stanza completa di servizio ed il secondo da un blocco che potrà essere utilizzato come cucina al fine di ampliare la zona giorno esistente nell’unità base, adoperando per il pranzo (tramite piccole modifiche interne) l’ ambiente precedentemente adibito a cucina.

Tutti gli affacci della casa sono verso gli spazi interni di patio e giardino e pertanto questa si presta ad essere collocata sia in un contesto urbano, dove l’ involucro esterno sarà prevalentemente chiuso, sia in un contesto naturale o comunque di relativo isolamento nel quale si potrà avere una maggiore o totale apertura visuale verso l’ esterno.

Tutto l’intervento è caratterizzato dall’utilizzo del legno come materiale privilegiato ed impiegato per le strutture, ma anche per i rivestimenti interni ed esterni. Per la struttura portante si prevede di utilizzare pannelli X-LAM uniti ad un pacchetto coibente e di finitura esterno ed interno, per uno spessore totale pari a 38 cm. che garantisce il massimo grado di isolamento termo-acustico per l’abitazione, realizzando con la stessa tecnologia anche i solai.

         

PROGETTO: E. Avallone, G. Forte, A. Sciolari

IL CUBO

RESIDENZIALE DI UN MANUFATTO AGRICOLO, FORMIA (LT) – PROGETTO REALIZZATO

FOTO CUBO FORMIA

I vincoli urbanistici di zona non consentivano ne la modifica del volume del volume esterno, ne la variazione delle aperture. Il progetto affida pertanto  il compito di rifondare l’ immagine del fabbricato intervenendo sull’ unica variabile possibile: un elemento non volumetrico, l’ infisso.

Il grande telaio giustapposto alla facciata in cui scorrono finestra e persiana fuoriesce per circa un terzo dallo spigolo del fabbricato estendendo la percezione visiva dello stesso  ad una dimensione che prescinde da quella reale e soprattutto riconducendolo ad una logica bidimensionale:  sovrapposizione di piani e non più volume.

Il pergolato esterno riporta invece ad una condizione di volume aggiunto ma del tutto smaterializzato, descritto dal profilo sottile dei tubolari su cui poggia uno strato di canne.

Dall’ interno la casa vive del rapporto con lo spazio verde esterno e quindi con l’ orto su cui affaccia attraverso la doppia cornice : in primo piano la grande finestra  e più avanti il telaio del pergolato esterno allineato in asse e quindi prospetticamente inscritto nell’ altro.

 

 

PROGETTO: Andrea Sciolari, Giulio Forte

DIREZIONE LAVORI: Andrea Sciolari

SUPERFICIE: 28 mq

CASA AI PARIOLI

RISTRUTTURAZIONE DI UN APPARTAMENTO NEL QUARTIERE PARIOLI, ROMA – PROGETTO REALIZZATO

00

L’appartamento posto al piano terra di un palazzo degli anni ’30, presentava una tipologia molto classica con grande ingresso completamente buio da cui si accedeva alla stanza da pranzo ed al salone attraverso piccole porte, ed a due corridoi che disimpegnavano rispettivamente la zone notte e quella di cucina/servizio. Il grande terrazzo era accessibile solo da una camera stireria posta al termine del corridoio di servizio .
Il progetto ridisegna un grande ovale di ingresso con soffitto luminoso realizzato in barrisol retroilluminato che da luce all’ambiente senza che si riesca a capire da dove effettivamente provenga; un sistema domotico controlla la regolazione dell’intensità luminosa in tutta la zona di ingresso e rappresentanza consentendo la realizzazione di diversi scenari luminosi. Sulle pareti dell’ovale si aprono peraltro una finestra e cinque passaggi verso gli ambienti di rappresentanza da cui filtra luce naturale.
I passaggi attraversano lo spessore variabile delle pareti con una continuità di materiali che coinvolgendo anche il pavimento restituisce la sensazione che siano stati scavati in unico blocco murario.
Gli ambienti salone/pranzo/studio/cucina sono disposti in sequenza lineare e separati tra loro da un sistema di pareti-contenitore lignee e pannelli scorrevoli con cui è possibile regolare in modo diverso la continuità degli spazi a seconda delle ore del giorno e delle funzioni che vi si svolgono.
I due percorsi che si creano ai lati delle pareti mobili in legno consentono di apprezzare una sequenza continua di sei finestre di cui le ultime due danno accesso al terrazzo senza più dover passare per corridoi ne ambienti di servizio. La grande cucina ad isola conclude questa sequenza di ambienti .
L’unico tratto di corridoio rimasto da accesso attraverso una porta/parete a bilico alla zona letto e bagni, rivestiti questi ultimi in pannelli di lacobel ed inserti di resina bianca in corrispondenza di docce e vasche.

Model   Model   01   02

03   05   04   06

_MRF3324   _MRF3312   _MRF3279   _MRF3272

_MRF3268   _MRF3262

PROGETTO: Andrea Sciolari, Giulio Forte

DIREZIONE LAVORI: Andrea Sciolari

CRONOLOGIA: febbraio 2011 / agosto 2011

SUPERFICIE: 190mq

CASA MS

RISTRUTTURAZIONE DI UN APPARTAMENTO NEL CENTRO STORICO, ROMA –  PROGETTO REALIZZATO

2008-12-22 15.17.41

L’appartamento si trova in uno stabile progettato dall’arch. Camillo Pistrucci negli anni ’20 ed ubicato in prossimità di piazza del Popolo.

Lo stato di conservazione interna dell’appartamento era pessimo essendo state peraltro negli anni sostituite tutte le porte e finiture e gli infissi originali con manufatti di pessima qualità; di originario restava solo il pavimento in parquet, ridotto comunque in pessime condizioni .

Il progetto, lungamente dibattuto e costruito con il contributo straordinario della committente, esperta ed appassionata di arte moderna e contemporanea, muove in due diverse direzioni:
a) – Ripristinare quanto indebitamente tolto o manomesso delle finiture originarie laddove recuperabili o documentabili nella loro morfologia originaria per essere ricostruite (porte, finestre, battiscopa etc.). Ha fatto parte di questo lavoro non solo lo studio dei dettagli realizzati dal Pistrucci in altri appartamenti di palazzi romani rimasti intatti, ma anche la ricerca di materiali di recupero con cui realizzare le reintegrazioni: vedasi in particolare i parquet d’epoca fatti venire dal Piemonte per i bagni e le camere da letto o le cementine geometriche originali di primo novecento utilizzate per il pavimento della cucina.

b) – realizzare un nuovo intervento di architettura chiaramente leggibile, capace di rifondare la natura e l’uso degli spazi, ma tale da non snaturare l’anima della casa. Detto intervento può essere sintetizzato in una operazione fatta tutta di “sottrazioni” anziché di “aggiunte”; si tratta di due grandi tagli che attraversano longitudinalmente la casa creando una spazialità nuova, una sequenza di visuali e prospettive allungate prima inesistenti, ed una condizione di luce trasversa capace di tagliare ritmicamente gli spazi in direzione perpendicolare a quella definita dai tagli. Un intervento fatto dunque di “aria e luce”, che solo si materializza quando, attraversando lo spessore dei muri portanti, ne svela la natura interna con un corrugamento della superficie.

ante   post   _MRF3338   _MRF3346

_MRF3359-3368   _MRF3387

PROGETTO: Andrea Sciolari, Giulio Forte

DIREZIONE LAVORI: Andrea Sciolari

SUPERFICIE: 180mq

DISASTER PREVENTION CENTER

XII THYSSENKRUPP ELEVATOR ARCHITECTURE AWARD ISTANBUL DISASTER PREVENTION AND EDUCATION CENTRE ISTANBUL, TURKEY –

tavola 4

 

The project aims to be at the same time contextual and iconic.

The challenge is to find an imaginative architectural expression for the program which is compatible with the nature of the site. The typical square shaped landscape of the urban mediterranean blocks acts as a visual/conceptual model, a prototype for the ‘redans’ system of the plateau, which accommodate the major components of the program: thematic sections, seminar- training halls, conference hall, etc.

The same kind of square-shaped alternance of empty and full space appears on the roof. In this way the experience of the Center will be determined by the similarity between above and below.

The landscape, which is generated, is a modern interpretation of mediterranean space – which will also be expressed by the materials: mosaic, tiles, gridded-façade systems etc.

The project can be read as a single building ‘split’ in three parts: a “sockle”, a plateau and a block having two bars set in the shape of a L.

The two bars define the plateau rectangular shape.

The North-West and the South-East sides of the building react differently to specific urban conditions in order to separate, to delimit and to open to desired views.

The center’s various program units are arranged in the one-level plateau platform, a single layer of spaces and in the four-levels “L” shaped bars. At the upper level, on the north-east corner of the “L”, from inside the restaurant, once you visited the exhibit area, you may enjoy the sea view.

The covered parking is arranged on the ground level in the “sockle” below the building.

The main axis, coming from the Mosque and the metro station, extends into the “sockle”, gives access to the lobby, turning to emerge on the “plaza” inside the plateau to serve the functional areas.

The “sockle” is an earth embankment dug up to obtain a series of voids in which set technical, emergency exits and small patios. Others parking stalls are in the south-east corner of the intervention area from where you get inside the park.

The landscaping consists in a linear park which textures evoque the image of the jaijim carpets.

The park is referred to the Topkapi Garden with its axial sequence structure. The garden areas are arranged with native trees and local essences. Tulips, whose flower is the symbol of Turkey, is represented in many of its variety and planted in bands with different colors. All along the boundaries forest trees protect the building from the effects of proximity to major highways foresees from the development city plan. The park include spaces for outdoor exibitions related to the activities of the Center.

The Disaster Prevention & Education Center program aims to combine three different ways of getting data and display information: by learning, by training and by simulation experiments.

Edutainment (educational- entertainment or entertainment-education) means to educate as well as to provide fun. This approach is motivated by the increasing demands on individuals for life-long learning and the need to integrate effective learning opportunities throughout life.

It is the same as opposing: Uniformity_ Hierarchical / Multiformity_Un-Hierarchical.

Multiformity can be obtained through typological re- invention, by grafting inside the assigned programme new meanings and new uses.

Our first operation was to combine the series of program units, improving services, integrating new media facilities and establishing for each thematic section, the learning, the training and the simulation zone. This allow us to modify the given set of functions, transforming it into a mixed pattern of activities, increasing the potential to experience the functional program in a dynamic way, facilitating the visitor’s relationship whit the scientific contents.

Un-Hierarchical means to avoid the organization of the program “according to floor”.

We need to “enlarge” void space in which the thematic units are.

Our strategy transform the traditional foyer in a “plaza” where you have not only the accueil facilities and the connectives but a true “big-eye” on the earth planet. The “plaza”, centrally located, is a mixed-use zoned area where a series of real- time interactive info-displays allows visitors to get more and more information about the disasters effects all over the world.

The experience of the Center would increase in novelty and variety.

We identify seven thematic sections (Space Satellites and Planets, Fires & Burns, Emergency Protocols and Procedures, Pollution & Ecological International Protocols/Strategies Floods/Landslides/Tornados/Tsunami/Rainstorms…). Each section corresponds to an area that is architecturally defined and equipped for dedicated performances, with varying size, flexibility, inner circulation paths.

The educational spaces (kids, Seminar halls & Conference hall) occupy a part of the plateau. Offices, library, exhibition, restaurant, services are in the “L” bars.

The emergency shelter is upon the seismic isolated structure on the first and second level of the north-west bar.

THE BUILDING STRUCTURAL SYSTEM: In order to achieve a high degree of resistance to seismic events, and not too excessively overload the elevation structures , we have decided to isolate the building at basement level. The static scheme therefore provides a regular grid of squat pillars founded on footings and piles, which support, by seismic isolators, a rigid slab of 7m height, with a free internal height of 5m. Above the plate, on both sides of this, further elevation elements of 16m height are found as well as four functional levels.

THE BUILDING ENERGETIC SYSTEM: The building’s air conditioning system is designed to drastically reduce its dependence on non-renewable energy resources. This objective will be achieved by an advanced air conditioning system, which will use up energy transfers inside the building by a mechanism of balanced water.

The balanced mechanism will support the exchanger water/warter of small refrigeration equipment, which will be placed to serve climatically homogeneous areas. These machines will be powered by electricity, locally produced , partly by a trigeneration system and partly by a photovoltaic system that will be located over a shelter that is going to cover the ​​parking outside area (2000sqm / 260kWp).

For the exchange of the secondary heat transfer fluid (balanced water) two distinct geothermal systems will be created: one with horizontal probes (which will be made using the earthworks needed to a plano-altimetric remodel of the Site: 16000mq) and vertical probes ( using as exchange elements the foundation piles of the building: 4200m).

These areas of exchange, supported by a large storage tank, housed in the basement of the building (450mc) and by a fully automated control system, guarantee that heat exchange will always operate under extremely favorable situation, dramatically reducing energy needs of the building.

THE ABSORBING/REFLECTING FACADE: our main concern throughout this project was the reduction of the energy needs of the building. For the south-facing facades of the building a system of glazed ceramic tile coating has been studied that achieves an outer coat with the function of interspace / ventilated wall . The terracotta tiles will be dry mounted on a support system that allows the creation of a cavity between the cladding and load bearing walls. The opening and closing of the interspace is controlled by a damper system operated automatically . The tiles are drawn in order to have a surface striped horizontally with corners defined by the project. The upper face of the stripes is painted to be highly reflective (silver), the bottom face is rough with a painting of a dark color (blue) highly absorbent mat. The system uses the change of the elevation angle of solar radiation related to the changing of the seasons. At this stage, a first approximation, the system is designed to achieve a complete reversal of the reflecting / absorbing at spring and autumn equinoxes.

Reversal point: at the inversion point (Equinox) solar radiation has a direction perpendicular to the reflecting surface and is therefore fully reflected in the same direction (0 °); absorbent surfaces are in shadow.

Summer: In summer, with the increased height of the sun, the elevation angle between reflective surfaces and radiation becomes negative, then the radiation is reflected outside of the tile; absorbent surfaces are in shadow. The interspace valves are open, so the function of ventilated walls is achieved.

Winter: In winter, the angle between the reflective surfaces and radiation is positive, the radiation is reflected on the dark and absorbent surface features above . The interspace valves are closed: in this situation a cushion of heated air grows inside the interspace, the energy is transferred to the building walls either because of the direct radiation of tiles , or because of the convection through the air cushion inside the interspace.

general plan   TAVOLA 1   tavola 2   tavola 2

tavola3   tavola3   tavola3   tavola 4

tavola 4   tavola 4   tavola 4   tavola 4

PROGETTO: E. Avallone, G. Forte, A. Sciolari, Francesco Paolo Quaranta

CONSULENTE PER GLI ASPETTI IMPIANTISTICI E STRUTTURALI: M. Musmeci, R. Bove,  M. Moscatelli

CONSULENTE PROGRAMMA MONITORING/VISUALIZING AUDIO/VIDEO/DATI: Planetek srl

COLLABORATORI: Giorgia Aiuti